Adeguamento e Mappatura Cybersecurity NIS2 per la Filiera Agroalimentare

Garantire la compliance e la business continuity nel Made in Italy agroalimentare: un percorso concreto di assessment e messa in sicurezza

Il progetto ha interessato una Piccola e Media Impresa (PMI) dell'Italia centrale operante nel settore agroalimentare, specializzata nella produzione Made in Italy con filiera integrata.

Il cliente gestiva un’infrastruttura ICT ibrida sviluppatasi nel tempo in modo stratificato e pragmatico per rispondere alle immediate esigenze di produzione, ma priva di una postura di sicurezza strutturata.

L'ambiente tecnologico di partenza includeva:

  • Microsoft 365 per la gestione della posta elettronica.

  • Active Directory on-premise con Domain Controller locale.

  • Applicativi core e gestionali aziendali distribuiti tra un ambiente di virtualizzazione Proxmox e l'infrastruttura cloud di Aruba.

  • Un firewall fisico pfSense a presidio del perimetro di rete.

Con l'entrata in vigore della Direttiva NIS2, l'azienda ha espresso la necessità di innalzare il proprio livello di protezione utilizzando i requisiti della direttiva e il framework NIST Cybersecurity Framework come modelli di riferimento.


I rischi individuati

L'assessment iniziale ha evidenziato tre vulnerabilità critiche che esponevano l'organizzazione a impatti operativi e reputazionali severi:

  • Rischio Ransomware e blocco operativo: L'architettura dei backup si appoggiava su supporti storage USB staticamente collegati e privi di logiche di immutabilità. L'assenza di difese endpoint avanzate (EDR) e la mancanza di sistemi di autenticazione a più fattori (MFA) sulle connessioni VPN esponevano l'intera azienda al rischio di cifratura totale dei dati e dei sistemi di ripristino.

  • Compromissione e movimento laterale: L'utilizzo diffuso di credenziali amministrative condivise, l'assenza di segregazione della rete locale e la mancanza di una gestione centralizzata dei log avrebbero permesso a un utente malintenzionato di muoversi lateralmente nell'infrastruttura senza poter essere rilevato tempestivamente.

  • Mobilità non governata (BYOD): Gli smartphone aziendali non erano protetti da crittografia e l'accesso ai dati aziendali era consentito anche da dispositivi personali in assenza di sistemi di Mobile Device Management (MDM), aumentando il rischio di fughe di dati involontarie.

Inoltre, l'azienda si trovava nell'impossibilità di superare i processi di vendor assessment richiesti dai partner commerciali Enterprise della filiera e di soddisfare i requisiti minimi per la sottoscrizione di polizze cyber insurance.


La soluzione adottata

La strategia di remediation ha applicato concretamente il principio del riuso massimo, consolidando gli asset già in uso e introducendo aggiornamenti mirati solo laddove necessario per colmare i gap riscontrati.

Sul fronte della rete, il firewall pfSense è stato ottimizzato per implementare la segmentazione in VLAN logiche separate e attivare filtri di navigazione a livello DNS. La sicurezza dell'identità e degli endpoint è stata invece centralizzata grazie all'upgrade dei piani cloud a Microsoft 365 Business Premium: una scelta che ha permesso di abilitare l'Accesso Condizionato, la protezione avanzata EDR e la gestione dei dispositivi mobili (MDM/MAM) sotto un'unica licenza.

La protezione del dato e l'hardening dei sistemi sono stati garantiti integrando un NAS Synology come repository blindato da snapshot immutabili (WORM) per l'ambiente Proxmox, affiancato da procedure di copia offline air-gapped e dalla cifratura dei dischi locali via BitLocker orchestrata tramite Active Directory.

Il perimetro di difesa è stato infine completato con l'attivazione di servizi continuativi, introducendo un piano di Vulnerability Assessment periodico e un programma di Security Awareness basato su simulazioni di phishing e pillole didattiche contestuali.


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Roadmap di implementazione

Il progetto è stato suddiviso in fasi esecutive coordinate:

  1. Analisi e Quick Wins: Discovery degli asset, gap analysis e implementazione immediata dell'MFA sugli accessi critici e della prima linea di difesa EDR.

  2. Data Protection e Network: Configurazione dello storage immutabile, deployment delle policy mobili e segregazione della rete interna.

  3. Consolidamento e Validazione: Hardening del layer di virtualizzazione, scansione delle vulnerabilità residue e avvio delle attività continuative di formazione.

I risultati ottenuti

Grazie all'approccio modulare e pragmatico, l'azienda ha completato il passaggio da una postura cyber fortemente insufficiente alla piena conformità rispetto a tutti i controlli del framework adottato.


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